“Attirata dalla copertina, dal titolo, dall’autrice sudamercana e dal prezzo in offerta, compro questo libro, lo leggo in poco più di due serate, ma devo essermi persa qualche pezzo perchè non l’ho apprezzato molto.
La storia narra di una detective cilena che indaga sulla scomparsa di una nota scrittrice sempre cilena, che ha agganci in mezzo sud america, Messico, Cile, Colombia ecc…insomma questa scrittrice è scomparsa e il marito da l’incarico alla protagonista del libro di cercarla. Questa parte alla ricerca, ma è tutto così semplice che in poco più di 50 pag la trova, tra l’altro la scrittrice scomparsa ha anche un figlio avuto in una precedente relazione e la detective interroga mezzo mondo e mai il figlio, caspita almeno sapere cosa ne pensa il figlio ventenne della scomparsa della madre sarebbe interessante e a una detective dovrebbe importare, comunque…per il finale leggete il libro.
In ogni caso, il racconto mi sembra avere una trama un po’ superficiale e scontata, in più la scrittrice cerca di farci assaporare i paesaggi e l’atmosfera politica del sud america, ma io non ci ho capito molto, insomma io questo Cile e questo Messico non sono riuscita ad immaginarmeli, a capire come sono a sentire i profumi dei loro paesaggi.
Chiedo ai lettori dunque, sono io che ho saltato qualche parte, che non ho compreso il signifacato di qualche passaggio o il libro non è poi un gran che? Comunque provate a leggerlo è una storia che si lascia leggere velocemente.
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Tre sorelle occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare, un tempo tutto loro, nell’antico quartiere Castello di Cagliari. La maggiore, Noemi, sogna gli splendori perduti e tenta di ricostruirli con avarizia e puntiglio, mentre la seconda, Maddalena, sposata a Salvatore, sogna un figlio che non vuole venire, e l’ultima, detta ‘contessa di ricotta’ perché ha le mani e il cuore di ricotta, sogna l’amore.
Ed è lei la sola ad avere un figlio, Carlino, indecifrabile terremoto e squisito pianista. Intorno alla famiglia e alle sue tenaci illusioni, ci sono personaggi piú solidi, piú concreti, ma non meno sfuggenti, perché, dopotutto, solo le illusioni non fuggono: la vecchia tata, l’ombroso vicino, il pastore Elias…
Milena Agus, nel suo quarto romanzo, ci riporta a quel mondo tutto suo, dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero; e dove ogni vita disegna la sua parabola come tante stelle cadenti, che appaiono e scompaiono in un fulgido cielo nero.
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Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington, è stato convocato d’urgenza dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana.Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario.
Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l’indice rivolti verso l’alto.
L’anello istoriato con emblemi massonici all’anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici.
La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de “Il Codice da Vinci“, un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.
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